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martedì 31 maggio 2011

Il velo nuziale...La dote...Il lancio del riso...

IL VELO NUZIALE
Una scelta importante è sicuramente il velo, non serve quasi più a proteggere l'innocenza della sposa, ha la funzione di dare tocco di romanticismo completando l'abito.
Ai tempi dei romani i matrimoni erano spesso concordati tra famiglie per motivi politici o di interesse,senza che i due sposi si incontrassero mai prima del giorno del matrimonio.
La sposa si copriva quindi il volto fino alla fine della cerimonia per evitare che lo sposo, scorgendo il suo reale aspetto, interrompesse il rito nuziale.
E' tradizione in alcune regioni,tramandare di generazione in generazione
il velo per il giorno delle nozze.
Ecco un semplice schema sulle lunghezze del velo da sposa, per farvi arrivare all’altare preparate, e coronare il sogno senza inconvenienti:
Velo a velina, scusate il gioco di parole: corto, semplice e reclinabile all’indietro a fine cerimonia.
Velo lunghezza spalle, eventualmente farcibile con la velina di cui sopra.
Velo al gomito: ideale per le spose basse poichè non le avvolge di strati di stoffe e tulle.
Velo da Valzer, detto anche velo al pavimento, lungo quanto basta per l’effetto scenico del mantello   mentre ballate, ma corto al millimetro per evitare scivolate.
Velo Cappella: tocca il pavimento e il velo esterno è di solito imbottito da altri due o tre strati interni; effetto bomboniera assicurato.
Velo Cattedrale: pomposo, esagerato, infinito. Il velo per eccellenza, lungo dall’altare almeno a metà della navata.

LA DOTE
Nell'Antca Grecia la dote poteva essere dote “diretta” se costituita da beni della famiglia della sposa, o “indiretta” se proveniente da regali fatti alla sposa in occasione del matrimonio. L'ammontare della dote dipendeva dalla generosità del padre o del fratello e in generale, dipendeva da vari fattori: la ricchezza di colui che forniva la dote; il numero di fratelli e sorelle; le convenzioni in uso nel gruppo sociale al quale apparteneva la famiglia sia per quanto riguardava i beni dati al momento delle nozze che per quanto riguardava una eventuale eredità che in alcuni contesti era sostituita in tutto o in parte dalla dote. Oltre al corredo la dote poteva consistere di denaro e persino di schiavi, indice questo di grande ricchezza del padre della sposa. La dote era vincolata: né il padre, né il tutore, né il marito o la donna stessa potevano disporne legalmente poiché garantiva la sopravvivenza della moglie anche nel caso di divorzio o vedovanza
Secondo la tradizione lo sposo, per tutto il primo anno di matrimonio non doveva sostenere spese per l'abbigliamento della moglie e quindi la famiglia di lei forniva gli abiti, biancheria e accessori.

IL RISO
Lanciare il riso verso gli sposi al termine della cerimonia nuziale, sul sagrato della chiesa o all’uscita dal comune in caso di matrimonio con rito civile, è un rito tradizionale il cui significato è quello di augurare agli sposi tanta abbondanza, benessere, prosperità e fertilità. Specie nel caso dei matrimoni più sfarzosi, il lancio del riso può essere accompagnato dalla caduta di petali di rosa verso gli sposi (anch’essi simbolo augurale di fertilità e felicità).
Esistono diverse interpretazioni circa l’origine della tradizione del lancio del riso al matrimonio. Vi è chi sostiene che essa possa essere ricondotta all’abitudine di alcune tribù primitive di consumare del riso durante il rito del matrimonio (un espediente mirato a distogliere l’attenzione dei cattivi spiriti dagli sposi), altri che puntano sull’associazione riso-fertilità da sempre riconosciuta dai popoli antichi, altri ancora che spiegano come il riso sia stato eletto a simbolo di abbondanza e prosperità in seguito ad un’antica leggenda cinese.
Questa usanza augurale di lanciare riso agli sposi deriva dal significato simbolico che la tradizione orientale collega a questo alimento: il riso, alimento primario in alcuni paesi, era simbolo di abbondanza e prosperità.
Un'antica leggenda racconta che molti anni fa la Cina fu colpita da una terribile carestia, il Genio Buono, nel vedere i contadini soffrire si impietosì e decise di sacrificare tutti i suoi denti, disperdendoli in una palude.
Dopo un po' di tempo l'acqua li trasformò in semi da cui germogliarono migliaia di piantine di riso, da quel giorno nacque il detto: dove c'è riso c'è abbondanza. Il lancio del riso sugli sposi è dunque simbolo di amore e di prosperità.
In alternativa o in aggiunta al riso, oggi si possono tirare(delicatamente) anche monetine, come segno di prosperità o petali di rose, che risultano molto più romantici, coreografici e sicuramente meno dolorosi…

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